Pubblicazioni e premi

Osservati in tempo reale i movimenti dei siti di contatto tra organelli: pubblicato un nuovo studio del team guidato dal Prof. Tito Calì

Pubblicato sulla rivista Cell Death and Disease del gruppo Springer Nature un articolo sulla dinamicità dei siti di contatto tra organelli dal titolo "Tracking spatiotemporal distribution of organelle contacts in vivo with SPLICS reporters” del team Macromolecular complexes and Membrane contact sites, guidato dal Prof. Calì, in collaborazione con il gruppo della Prof. Ssa Brini (Dipartimento di Scienze del Farmaco) e del Dr. Vagnoni (King’s College London).

 

I siti di contatto tra organelli sono cruciali per la funzione cellulare, poiché consentono lo scambio di lipidi, ioni e altre molecole. La capacità di tracciare e visualizzare questi siti di contatto in vivo ha subito una svolta grazie allo sviluppo di specifici reporter chiamati SPLICS (Split-GFP-based Contact Site Sensors). Questo potente ed innovativo strumento permette la visualizzazione in tempo reale delle interazioni tra organelli sia nelle cellule viventi che in vivo, svelando così la complessità della loro dinamica nel contesto dell'omeostasi cellulare. Studi recenti hanno evidenziato la natura dinamica dei siti di contatto tra organelli, sia in termini di associazione/dissociazione, sia per quanto riguarda il movimento stesso del contatto nel tempo e nello spazio. Tuttavia, non è ancora noto se esistano comportamenti temporali distintivi e dinamiche specifiche per ciascun tipo di contatto. In questo studio, si è analizzata la distribuzione spaziotemporale di diversi siti di contatto tra organelli tramite imaging time-lapse in vitro e in vivo, scoprendo un pattern dinamico conservato evolutivamente per ogni tipologia di contatto, e dipendente dallo specifico organello coinvolto. Questi risultati evidenziano l'importanza della regolazione spaziale e temporale nei siti di contatto tra organelli, che potrebbe essere alla base delle loro diverse funzioni fisiologiche. Disfunzioni nelle dinamiche specifiche di ogni sito di contatto potrebbero essere alla base di diverse tipologie di malattie, con potenziali implicazioni per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate.